Ieri mattina, 28 settembre, intorno alle 12, due Rom di 33 e 16 anni sono stati arrestati dai Carabinieri presso il parcheggio dell’Ipercoop di Lastra a Signa (Firenze), su denuncia di una donna che li ha accusati di volerle rapire il figlio di 3 anni. I due Rom, mendicanti abituali all'Ipercoop, si erano avvicinati per chiederle qualche spicciolo e sembrerebbe che il 33enne abbia toccato il braccio del figlio della donna, seduto sul carrello. La donna a quel punto avrebbe reagito allontanando l’uomo e rifugiandosi all’interno del supermercato con il figlio di 3 anni e un’altra figlia piccola, richiedendo l’intervento di una guardia giurata prima e dei Carabinieri poi. “Riteniamo il tentato sequestro, per come è stato descritto dalla donna e per le modalità con cui si sarebbe verificato, assolutamente inverosimile: frutto di pregiudizi e paure irrazionali” commentano i co-presidenti del Gruppo EveryOne Roberto Malini, Matteo Pegoraro e Dario Picciau. “Conosciamo bene la comunità Rom del territorio fiorentino e lastrigiano, e mai nessuno dei suoi membri si sognerebbe di tentare il rapimento di un bambino. Si tratta di persone senza una casa, senza un lavoro, senza la minima assistenza sociale, che lottano ogni giorno per la sopravvivenza delle proprie famiglie, richiedendo – a volte anche insistentemente, dettati dalla disperazione – l’elemosina” spiegano gli attivisti dell’organizzazione per i Diritti Umani. “L'accusa di tentato sequestro è un evento discriminatorio che accompagna i Rom in Europa dal Medioevo” continuano Malini, Pegoraro e Picciau, “e si riaffaccia in epoche di crisi dei valori civili. Sempre a Firenze, nel 2005 vi fu il caso di via Calzaioli, quando i Rom vennero crocifissi dai media e dai politici, salvo poi risultare estranei ai fatti loro addebitati: anche in quel caso, il tentato rapimento di un bambino. Appena lo scorso anno, le accuse di una donna fiorentina avevano portato al fermo in Piazza Duomo a Firenze di una ragazza Rom che, secondo l'accusatrice, aveva lanciato il malocchio e tentato di sottrarle la figlioletta. Nuova caccia alle streghe e, come sempre, allarme rientrato. E adesso, ancora un episodio analogo, sintomo di come anche la Toscana, e il circondario fiorentino in particolar modo, siano preda di xenofobia e timori isterici, che portano allo scatenarsi di fenomeni di ziganofobia, con l’attribuzione a persone disagiate di crimini deprecabili e in molti casi - dal 1400 fino ai nostri giorni - con condanne ingiuste, non in base alle prove, ma al puro pregiudizio. Ci auguriamo che in questo caso prevalga la razionalità e non si compiano abusi giudiziari su persone innocenti e discriminate”.
“Chiediamo alla magistratura” proseguono i rappresentanti di EveryOne, “di non farsi condizionare dall'intolleranza e di rimettere in libertà i due Rom, considerata la totale mancanza di prove a loro carico e le circostanze in cui si sono svolti i fatti, che non dimostrano minimamente la volontà, da parte degli accusati, di sottrarre il minore né di spaventare la donna”.
Il Gruppo EveryOne ha inviato un dossier all’attenzione del Consiglio d’Europa e della Commissione europea con la ricostruzione del fatto di Lastra a Signa e la richiesta formale di discutere quanto prima un provvedimento dell’Unione contro le politiche xenofobe e la propaganda antizigana che sono, secondo gli attivisti, una realtà ormai fuori controllo in Italia, Paese che continua a non rispettare direttive e risoluzioni Ue, criminalizzando minoranze innocenti e non garantendo loro la necessaria assistenza socio-sanitaria e gli altri diritti fondamentali sanciti dalla Carta di Nizza. "Manca inoltre un corretto flusso di notizie sulla realtà del popolo Rom nell'Ue," conclude EveryOne, "e sui fenomeni di discriminazione e persecuzione che li colpiscono. Questa colpevole disinformazione è alla base dei pregiudizi e delle leggende metropolitane che pongono i Rom in una luce sinistra agli occhi del popolo italiano".
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